"I popoli non dovrebbero temere i propri governi: sono i governi che dovrebbero temere i propri popoli."
V (da John Basil Barnhill)

e-privacy XXVIII @ ONLINE EDITION


Il 15 settembre si è chiuso, come annunciato, il Call for Papers.

Entro il 21 settembre i proponenti verranno avvisati della accettazione o meno della loro proposta.

Contestualmente saranno publicati programma ed orario.

Call for Papers

Il 2 e 3 ottobre 2020, in videoconferenza e streaming, si svolgerà e-privacy XXVIII

Purtroppo, anche per questa edizione, la situazione della pandemia non ci ha permesso di definire una sede fisica adeguata.

«CoViD 1984»
Pandemia, tecnocontrollo e profilazione sociale

 Licenza Creative Commons BY-NC-SA

È dagli anni 2000 che l'arrivo di una pandemia globale, dovuta a nuovi virus che compivano un salto di specie, era una possibilità prevista, reale e contingente, non teorica, ipotetica e remota. Già molti avevano denunciato che la poca attenzione a questo tema avrebbe avuto effetti devastanti. Il coronavirus CoViD-19 non è giunto quindi inatteso, ma ci ha colti socialmente impreparati in maniera clamorosa.

Non ha colto impreparati però coloro che, su ogni crisi di qualsiasi genere, speculano con ipocrisia per restringere gli spazi di libertà civile. Lo stato di emergenza ed il lockdown che sono stati usati per il controllo della pandemia sono ormai storia, e non sta a noi ma alla storia ed agli specialisti del settore giudicarne gli effetti diretti sulla pandemia.

Ma da esperti di privacy e di tecnocontrollo abbiamo il dovere di esternare le nostre conclusioni. Le misure di emergenza sono state il campo perfetto per una ancora più generalizzata ed ipocrita propaganda ed introduzione del tecnocontrollo sociale come strumento salvifico della salute pubblica. Ed il tecnocontrollo sociale certo non lo è, come ad esempio la gestazione ed il parto della app Immuni hanno dimostrato.

Ma la propaganda ed il marketing del tecnocontrollo sociale sono andati ben oltre; come in una classica tragedia greca si sono invocate le tecnologie ( tanto per cambiare) come deus ex machina: l’occhio vigile dei droni per controllare gli assembramenti dall’altro, una pletora di app per tracciare, non importa se quasi a caso, i contatti immondi, un test per separare i santi dagli empi, delle Intelligenze Artificiali che facessero giustizia al posto dei giudici.

Il CoViD-19 è così diventato il nostro "1984 perfetto", con molti ben disposti a chinare il capo al giogo della tecnologia, sotto l'alternativa della pena di morte. Con buona pace di Winston Smith, costretto ormai ad annotare sul suo diario nascosto persino le linee di febbre rilevate all’ingresso di ogni negozio.

Non tutto è andato male. Proprio l'app Immuni, per la reazione di vari livelli dell'opinione pubblica e degli esperti di settore, rispetto al progetto iniziale è divenuta, nei limiti del possibile, molto più rispettosa della privacy: sorgenti aperti, licenza software libera, pubblicazione periodica dei sorgenti durante lo sviluppo, un minimo di documentazione, e soprattutto una sunset clause che prevede una cancellazione dei dati raccolti a fine 2020.

Molto, forse tutto questo, non sarebbe avvenuto senza le specifiche reazioni della società civile, degli esperti, di noi.

Bene, oggi è il momento di globalizzare la reazione, di pensare al domani, prevedibile con precisione, in cui tutte le attuali tecnologie di tecnocontrollo, a cominciare dal riconoscimento facciale, dal tracciamento comportamentale e dalle tecniche predittive alla "Precrimine" arriveranno tra noi in massa, in cui le tecnologie dei sistemi d'arma autonomi verranno usate per il controllo attivo della popolazione.

Alla pandemia di tecnocontrollo informatico che abbiamo battezzato "CoViD-1984".

Perché è ormai certo che tutte queste tecnologie entreranno a far parte della nostra vita.

Infatti alcuni risultati positivi che esse hanno ottenuto durante la pandemia e la paura cieca delle maggioranza delle persone sdoganeranno qualsiasi cosa, per quanto erratica od ingannatrice.

È il momento di parlarne, è il momento di reagire agli errori manifesti, del passato e del presente, è il momento di "progettare" un futuro in cui le tecnologie non vengano utilizzate per un tecnocontrollo sociale ben oltre i più sfrenati sogni del Grande Fratello, ma solo in maniera limitata, rispettosa dei diritti civili e per il beneficio della società civile.

E se non lo facciamo noi, chi altri?

Il Progetto Winston apre quindi il CfP per l'edizione autunnale di e-privacy.


Maggiori dettagli e modalità di partecipazione, sia come relatore che come partecipante, saranno pubblicate su questo sito

Ti ringraziamo fin da ora per la tua collaborazione.

Il convegno

Sin dal 2002 ad e-privacy si sono confrontate le tematiche di un mondo sempre più digitale ed interconnesso, nel quale le possibilità di comunicazione ed accesso alla conoscenza crescono continuamente, come pure crescono le possibilità di tecnocontrollo degli individui sin nei più intimi dettagli.

L’approccio è interdisciplinare; dagli specialisti in informatica ai legali che si occupano di nuove tecnologie, dagli psicologi agli educatori, dagli operatori privati a quanti operano nel settore pubblico ed istituzionale.

Le proposte d'intervento

Il comitato organizzatore valuterà proposte in ambito tecnologico, legale, istituzionale e giurisprudenziale, delle scienze sociali, della filosofia, dell'informatica e dell'attivismo digitale, della privacy, della non-discriminazione, della sorveglianza e dei diritti civili digitali.

Verranno prese in considerazione anche proposte su temi diversi da quello dell'edizione, purché di interesse e di attualità.

Le proposte dovranno contenere:

  • Nome del relatore
  • Eventuale associazione rappresentata
  • Indirizzo di posta di riferimento
  • Email e Recapito telefonico
  • Titolo dell'intervento
  • Durata prevista dell'intervento e dell'eventuale Q&A (15' o 30')
  • Outline dell'intervento (circa 200-300 battute)
  • Necessità di sussidi particolari oltre la videoproiezione
  • Abstract con riferimenti (min 500 max 1500 battute)
  • se disponibile alla pubblicazione del materiale sotto licenza libera
  • se disponibile alla pubblicazione di registrazioni audio
  • se disponibile alla pubblicazione di registrazioni video

Le proposte di intervento non possono più essere presentate in quanto il CfP è ormai chiuso.

Le proposte dovranno pervenire al comitato scientifico entro il termine ultimo del 15 settembre 2020.

L'accettazione o meno delle proposte sarà comunicata entro il 21 settembre 2020.

Gli elaborati, slide o relazioni dell'intervento dovranno pervenire in forma elettronica sul form online in seguito comunicato ai relatori. entro il 30 settembre 2020.

Di seguito un elenco - non esaustivo - di argomenti pertinenti:

  • Profilazione, geotagging, biometria, riconoscimento facciale
  • Servizi digitali di Stato, informatizzazione obbligatoria, processo telematico, giustizia algoritmica.
  • Diritto alla Conoscenza e democrazie avanzate
  • Diritti civili e politici dell’individuo: libertà di espressione, riservatezza ed anonimato;
  • Tecnologie della liberazione per l’arricchimento della privacy, crittografia e comunicazione sicura.
  • Impatto delle tecnologie di controllo e dell’anonimato sui diritti dei lavoratori e degli studenti.
  • Evoluzione dei mercati di dati personali: data retention, analisi big-data, circolazione e rivendita
  • Dati personali in rete: captatori, intercettazioni lecite e illecite, anonimizzazione, ciclo di vita dei dati raccolti a fini d’investigazione criminale o di sorveglianza di polizia.

Gli interventi

Gli interventi saranno effettuati dal vivo e, con il consenso dei relatori, registrati in audio ed in video.

I relatori potranno utilizzare documenti, slide o filmati, e gli interventi dovranno avere una durata compresa fra 15 e 30 minuti, incluso il tempo per Q&A.

Potranno essere proposti anche interventi in videoconferenza.

È apprezzata la disponibilità del relatore a concedere la pubblicazione del materiale prodotto e delle riprese dell’intervento sotto licenza libera.

L'Organizzazione

Al fine di mantenere la propria indipendenza, il convegno è, come sempre, a budget zero. I relatori ed i partecipanti dovranno provvedere in proprio alle spese di viaggio e soggiorno.

Eventuali sponsorizzazioni di ditte, enti, gruppi o associazioni hanno carattere non economico e sono intese come adesione morale ai temi ed ai principi.

Gli organizzatori

La manifestazione e’ organizzata da:

  • Progetto Winston Smith è un’associazione senza fini di lucro che si occupa della difesa del diritto alla privacy in Rete e fuori
  • HERMES - Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali.

e da altre organizzazioni, aziende ed associazioni.

Contatti

Per contatti generali e per la stampa: eprivacy@winstonsmith.org, per i relatori cfp-eprivacy@winstonsmith.org.

Maggiori informazioni saranno pubblicate sul sito del Convegno non appena disponibili, all'indirizzo e-privacy.winstonsmith.org.

Vi aspettiamo.

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