"I popoli non dovrebbero temere i propri governi: sono i governi che dovrebbero temere i propri popoli."
V (da John Basil Barnhill)

Gli interventi

VR,AR,XR: l'estensione tecno-mediata dei confini della realtà percepita

Yvette Agostini

Riflessioni tecnologiche sui possibili impatti delle realtà virtuali immersive

L'avvento del 5G apre, dopo lunga attesa, la strada a una maggiore diffusione della tecnologie immersive quali Virtual Reality (VR), Augmented Reality (AR) e eXtended Reality (XR), sino ad ora confinate tra il gaming/entertainment e le applicazioni professionali di elevatissima specializzazione. Quali impatti possono avere questo tipo di applicazioni (anche sulla privacy), sia in ambito consumer che in ambito industriale?

Distributed ledger technology:fiducia e trasparenza, paradigma o utopia per i servizi al cittadino nel rispetto del principio della trasparenza per le pubbliche amministrazioni.

Graziano Albanese

Distributed ledger technology:fiducia e trasparenza, paradigma o utopia per i servizi al cittadino nel rispetto del principio della trasparenza per le pubbliche amministrazioni. Potrà mai la tecnologia migliorare il rapporto fra cittadini e pubbliche amministrazioni e colmare lo scetticismo e la mancanza di fiducia in esse? La relazione intende analizzare gli aspetti antropologici del rapporto fra cittadini e pubbliche amministrazioni per permettere poi di analizzare quanto questo possa essere migliorato grazie all'ausilio della IT ed in particolare delle DLT.

La trasformazione tecnologica del Mercato dell'Arte

Adriana Augenti (Studio Legale Augenti Diasparro)

Può una tecnologia che promette maggiore trasparenza del mercato, che promette di tenere traccia della proprietà e della provenienza dell’opera, che promette di fornire un’infrastruttura per la tokenizzazione delle vendite delle opere, cambiare il mondo dell’Arte? L’accelerazione dei processi con un accesso al mercato più semplificato, la diversificazione degli investimenti, la riduzione dei costi di transazione e una maggiore liquidità, unitamente alla possibilità di reperire informazioni certe, potrebbero conferire all’opera tokenizzata un valore addirittura più elevato di quello che ha nel mercato fisico. Ma il Mercato dell’Arte è pronto?

Blockchain: dicotomia del consenso

Rebecca Berto

Fin dagli albori della civiltà vennero creati dei sistemi di registrazione: le comunità potevano in tal modo forgiare una premessa comune sui cui costruire relazioni economico-commerciali. Da allora la tecnologia si è evoluta: dai quipu degli Inca, usati anche per annotare tasse o conteggiare gli articoli comprati e venduti, si è passati all'iscrizione dei diritti sul libro fondiario fino alla sua recente digitalizzazione.

Traendo le mosse da alcune definizioni di blockchain e da qualche applicazione pratica, si evidenzia come il „consenso“ viene spesso inteso in un’ottica volontaristica. Di conseguenza anche l'applicazione delle norme viene concepita in termini meramente operativi perchè le norme sono considerate un insieme di regole, da interpretare secondo determinati criteri interpretativi: si potrebbe richiamare il concetto di „geometria legale.“ Da una tale visione volontaristica/operativa si potrebbe passare ad un’altra, ossia considerare il consenso come un evidenziatore di ciò che le parti hanno in comune. In tale prospettiva l'autonomia contrattuale assumerebbe un significato più autentico e il consenso diverrebbe una forma di comunicazione fra le parti.

La tecnologia blockchain evidenzia ancor di più questa dicotomia. Da un lato l'approccio operativo applicato dai Tribunali, chiamati a decidere su determinati questioni di diritto. Dall'altro lato gli attori che operano o che si avvantaggiano di tale tecnologia prediligono l'approccio consensuale/comunicativo.

Information Overload e Social Overload

Marco A. L. Calamari (Progetto Winston Smith)

Molte persone sono passate attraverso un momento di "information overload". A me successe negli anni '90 con i newsgroup, all'epoca un media con un rapporto segnale/rumore incredibilemente alto, e dove si poteva richiedere con successo qualsiasi informazione tecnica ai guru dell'epoca. Ma non si poteva leggere tutto, e nemmeno solo quello che era più interessante, perché nelle 24 ore della giornata non c'era abbastanza tempo. A me creò problemi anche sul lavoro, perché i manager di allora erano peggio di quelli di oggi. Ma ho trovato una soluzione e sono sopravvissuto più forte di prima. Molti abitanti della Rete però non ci sono passati, ma sono piuttosto soggetti ad un "Social Overload" molto più insidioso e dagli effetti devastanti, non solo per l'individuo ma anche per la società nel suo complesso. Vorrei raccontarvi la mia storia a le mie opinioni a riguardo.

(Digital) Democracy and massive-control in the post-Snowden age

Raoul Chiesa (Security Brokers)

Le rivelazioni di Edward Snowden hanno definito "nuovi confini" nel mondo dell'Intelligence e delle Cyber Ops.

Questa presentazione analizzera' i concetti di Data Breach e di violazione della Privacy dopo quello che viene chiamato il "Datagate Affair" (lo scandalo NSA) unitamente ai diversi incidenti ed episodi accaduti a Kiev e Caracas, per poi focalizzarsi sul concetto di Democrazia e Massive Information Control nel 21esimo secolo.

Privacy e condivisione della conoscenza

Marco Ciurcina (StudioLegale.it)

Si illustra il GDPR Tool: una base di conoscenza che supporta nella compliance al GDPR (https://github.com/marco55555/GDPR-Tool). GDPR Tool è disponibile con licenza libera (AGPLv3) su Github ed è stato elaborando utilizzando KSWeb (https://github.com/puria/ksweb) uno strumento (disponibile con licenza AGPLv3) di elaborazione di basi di conoscenza composte di domande, risposte, filtri e output, che permettono di produrre dei documenti. Si illustra il funzionamento e le caratteristiche del GDPR Tool elaborato con KSweb mostrando: - la generazione e condivisione del GDPR Tool, - l'uso del GDPR Tool (flusso di domande e risposte e compilazione del documento di risultato).

Metodologie, procedure e limiti delle indagini forensi e di Polizia Giudiziaria su blockchain ed exchange

Paolo Dal Checco (Consulente Informatico Forense) e Marco Tullio Giordano (LT42)

Il proliferare delle piattaforme di trading, così come dei service providers che offrono servizio di custodia su portafoglio di criptovalute, ha generato la necessità di approntare delle procedure ad hoc per lo svolgimento di indagini forensi volte alla prevenzione ed alla repressione di altrettanti reati informatici. Le particolari caratteristiche di pubblicità, non modificabilità e assenza di permessi, proprie della blockchain, hanno permesso lo sviluppo di tecniche di digital forensic e blockchain analysis idonee allo scopo. Con la sempre maggiore adozione delle criptovalute, inoltre, è sorta la necessità di adeguare le attività degli exchanger, particolari internet service providers, che devono obbligatoriamente adeguarsi alle normative sulla compliance antiriciclaggio e sulla data protection, prevedendo la conservazione dei dati di traffico per finalità di giustizia e dotandosi di idonei presidi di sicurezza.

L’intervento è volto ad esplorare le più aggiornate tecniche di indagine forense e di blockchain analysis, tenendo inoltre conto delle procedure previste dalla normativa di settore e delle eventuali responsabilità degli internet service providers che svolgono attività di cambia valute fiat/crypto/crypto

Blockchain e DLT: un nuovo approccio all'identità digitale

Alfredo De Felice (CRC Lex)

Da ormai diverso tempo possiamo considerare completato il passaggio dall’identità personale all’identità digitale. Tuttavia, in diverse occasioni l’attuale framework di gestione dell’identità digitale si è mostrato poco sicuro: ad esempio i dati (la nostra identità) associati alle attività che facciamo online (la nostra vita) sono conservati in sistemi centralizzati, spesso vulnerabili ad attacchi informatici, e che – proprio per tale natura centralizzata – rimangono un obiettivo privilegiato di attacchi hacker.

La natura delle tecnologie basate su Blockchain e DLT ha aperto la strada a un nuovo sistema di gestione dell’identità del tutto decentralizzato a servizio degli utenti della rete, in grado di dare loro un accesso disintermediato e completo alla propria identità digitale. Esistono però ancora molte difficoltà da superare legate alla gestione di Blockchain e DLT in senso lato, quali scalabilità, interoperabilità e contesto legislativo. Non sarà semplice sciogliere questi nodi, ma i casi d’uso e le necessità del mercato saranno determinanti nel consolidare questo nuovo approccio all’identità digitale.

Blockchain: problem or solving

Riccardo Fallacara (Bitcoin Foundation Puglia)

Si definisce la Blockchain una soluzione informatica ancora in cerca di problemi, ma di problemi da risolvere ce ne sono in quantità. Quello che manca è la voglia di applicazione pratica. Blockchain è immutabile, trustless, sicura, decentralizzata.. Blockchain è creativa, internazionale, democratica, incorruttibile... Si cerca di introdurre dlt private che si nascondono dietro il nome di blockchain per interessi di natura economica e non solo.. Si costruiscono campagne elettorali sulle mode del momento ma non si è disposti ad accettare le caratteristiche che la definiscono. In questo meccanismo contorto i ruoli si scambiano e le soluzioni possono essere viste come i problemi da risolvere.

Dalla autentica digitale all'analisi predittiva del valore dell'opera tramite big data. Aspetti sottesi alla tecnologia nel mondo delle arti figurative

Monica Gobbato (Monica Gobbato), Alessia Roberto (Alessia Roberto) e Giacomo De Simio (Sme System s.r.l.)

Nella relazione "Dalla autentica digitale all'analisi predittiva del valore dell'opera tramite big data. Aspetti sottesi alla tecnologia nel mondo delle arti figurative" si esamineranno gli aspetti tecnologici e legali (data protection e business data comprese) sottesi alle nuove arti figurative come i progetti di tokenizzazione dell'opere, il trasferimento digitale delle autentiche e le analisi predittive tramite algoritmo del valore delle opere stesse. Si analizzeranno quindi i progetti già esistenti sui temi sopraindicati fornendo gli aspetti legali e le possibili soluzioni, anche se del caso mediante Valutazioni d'impatto ai sensi del 35 del GDPR.

Delete: diritto all’oblio

Giuseppe Grisorio (Bitcoin Foundation Puglia)

Prima c’era l’uomo, con i suoi ricordi che il tempo sbiadiva. Poi è arrivato Internet, poi i social. In un mondo sempre più connesso i nostri dati finiscono in archivi digitali senza limiti o confini. Basiamo le nostre riflessioni e decisioni su quello che conosciamo e ricordiamo, ma se la nostra memoria è Internet nulla si potrà dimenticare e vivremo in un infinito presente. Possiamo con questi presupposti trovare il modo per esercitare il diritto all’oblio e chiedere alla rete di cancellarci in modo definitivo?

Come uso ciò che so?

Enrica Priolo (Avvocata e formatrice)

Che la conoscenza sia considerata un'attività sociale primaria è un dato di fatto. Come lo è il fatto che uno dei temi portanti del dialogo tra politica e cultura sia quello del possesso dei mezzi di apprendimento. Tenterò di analizzare l'impatto del "piano nazionale Impresa 4.0" del Ministero dello Sviluppo Economico (anche con una sbirciatina all'Europa) ponendomi dall'angolo visuale della formatrice: l’apprendimento ci consente di trasformare l’esperienza in consapevolezza culturale, laddove la consapevolezza culturale è data dal modo in cui vengono utilizzate le discipline che si insegnano. Come a dire che se so usare ciò che so, non devo temere il progresso. La formazione è la chiave di volta, lo è sempre stata, ci basti pensare ai primi centri di informazione (veri e propri templi di diffusione del sapere) sorti ad Alessandria d'Egitto. Si dice che i pilastri della quarta rivoluzione industriale siano la tecnologia, l'organizzazione ed il lavoro; ebbene, se non dotiamo questi rivoluzionari di competenze e abilità non colmeremo mai il gap tra le riforme legislative -che rincorrono gli avanzamenti della tecnologia- e l'uso effettivo degli strumenti studiati dal legislatore. Bisogna, quindi, pensare ad una sorta di reskilling dell'umanesimo digitale, da attuare con fiducia e sapienza.

Tokenizzare il panopticon. Privacy, sorveglianza e consenso nella società disintermediata

Roberto Reale (Libero professionista)

Una tensione di fondo attraversa l'età digitale: da un lato la concentrazione dei mezzi di controllo e di processamento dei dati nelle mani di pochissimi soggetti, multinazionali o agenzie governative, dall'altro l'emergere di modelli collaborativi e disintermediati (blockchain, ma non solo) impegnati a contrastarne l'egemonia, almeno in linea di principio. Ma le due correnti non si muovono sempre in direzione ostinata e contraria: la sorveglianza e il controllo si frantumano in una vigilanza affidata ai singoli, e dal canto sua la decentralizzazione strizza l'occhio a interessi corporate. In questo scenario frastagliato, sorveglianza e consenso sono due facce della stessa medaglia, e la privacy è di volta in volta ago della bilancia, strumento di politica economica, merce di scambio prima ancora che tutela di diritti. Ogni tentativo di decifrare una condizione così complessa non può che essere interdisciplinare: dobbiamo imparare a costruire sinapsi tra economia antropologia diritto tecnologia matematica, a muoverci con disinvoltura tra Foucault e Bateson, Hayek e Brandeis, Lawrence Lessig e Satoshi Nakamoto.

LIBRA: una bilancia in equilibrio sulla privacy

Tommaso Scannicchio (CILD Coalizione Italiana Libertà e Diritti)

Il panel si propone di esaminare il fenomeno “Libra” la “moneta virtuale” creata da Facebook. CI si propone di esaminare, fuor di retorica, la reale utilità di questo strumento finanziario, eventuali teorie a supporto della diffusione dello strumento, rischi connessi (economici e relativi alla privacy), funzionamento e interazioni tra legislazioni differenti (in particolare: GDPR e anti-money laundering) con un attenzione speciale alle problematiche connesse alla profilazione dei pattern di pagamento e la tutela della privacy degli utenti. In parallelo, sarà esaminata secondo una ottica comparativa, la cripto-currency per eccellenza, il “bitcoin” per verificare se anche quest’ultima è soggetta alla possibilità di possedere un valore intrinseco e possa, quindi, definirsi moneta

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